venerdì, ottobre 31

quando invito degli amici a cena, arrivano le 19:00 e una vocina dentro di me suggerisce: "muoviti su, che tra poco arrivano gli ospiti". E a ripetere tra me e me quella parola "ospiti" mi sento euforica, come se stessi giocando alla bambina che invita le amiche per il té e le amiche sono le bambole. in effetti io sto esattamente giocando a questo.

martedì, ottobre 28

attendere la notte di natale per scartare i regali, attendere il conteggio degli errori nel quiz per la patente, attendere la prima neve dell'inverno, attendere il momento in cui vedi stelline e scatta un bacio, attendere. tra una settimana i cittadini degli Stati Uniti d'America eleggeranno il nuovo presidente. ed io, sono ad attendere.

domenica, ottobre 26

lo decapito con un morso e vedo che un arancino ha dentro un mondo di ragu con dentro un mondo di mozzarella con dentro un mondo di piselli. distruggo queste cosmologie con bocconi caldi mentre cammino accanto alle bancarelle di De Gustibook. accoppiata impavida libri e gastronomia, accoppiata che non si cura delle macchie di unto sulla carta stampata, controindicata dal senso comune delle nonne che non fanno mangiare i nipotini sui sussidiari. attività da pinocchio dissacratore, che mescola lo studio con la mortadella. per essere venduti i libri sono costretti a rischiare di sporcarsi di lato a degustazioni piccanti e oleose. diventano merci da consumare anche con la lingua o in sostituzione di un sottobicchiere.

venerdì, ottobre 24

venerdì, ottobre 10

tabula rasa

è quell'ora della giornata che non sapresti se definire pomeriggio o sera.
lei l'ha appena visto e gli ha messo un paio di forbici in mano. gli ha detto :
"tagliami tutti i capelli e parliamo mentre io rimango più nuda, ciocca dopo ciocca. fammi sentire l'intensità di questo mio gesto scriteriato, sconsigliato. fammi sentire che è questa cerimonia la cosa più bella che questa testa mi può dare".
lui resta immobile, lei riprende quella forbice e la mette via.
prende quindi il pc e lo riformatta completamente.
lui si riprende, le si avvicina e le dice: "non posso negarlo, la donna della mia vita sei tu".
e lei ridendo: "bidibi bodibi bu".

giovedì, ottobre 9

CERCA SOTTO AL CESPUGLIO DI FRAGOLE

martedì, ottobre 7

the pop side of the life

era domenica ed eravamo in una monovolume carica. stavo principescamente seduta nel sedile davanti e abbiamo messo il cd di fiorella mannoia.
Dove sei come vivi dentro
non ho più ascoltato quelle canzoni e abbiamo iniziato a non vederci più.
eppure mentre guido un'altra strada, da sola, mi sale da dentro il ricordo e il calore e l'illusione precisa che potremmo ancora, nonostante i voti, nonostante l'ambizione e quello che non si sa. ma non farò niente in quella direzione, perdersi è una parte del conoscersi. anche se facebook fa di tutto per propinarti vecchi nomi per connessioni presenti.
autunno, ho bisogno di tepore, fatto di pelle, imbottiture e ciobar. liberami dall'immateriale.
amen.

giovedì, ottobre 2

365

la ballerina di tai chi

la tigre gira la testa, il drago gioca con la palla, la gru stira le zampe.
se c'è qualcuno al mondo che può ballare il tai chi, quella sono io.

martedì, settembre 30

vieni autunno, fammi rotolare tra le giornate come tra le foglie e addentare mele succose. fammi spendere le ore a ridere con qualcuno, senza pensiero alcuno al bisogno di piacere. mostrami chi tenere dentro per sempre e chi accompagnare all'uscita. rendimi un tronco ospitale per nuove primavere. fammi cadere negli errori madornali successivi, li voglio collezionare tutti su uno scaffale, da quelli color arancio ai marroni e ai rossi.
e infine non far niente di quello che ti ho chiesto, oppure tutto.
amen.

lunedì, settembre 29

esco di casa lasciando la musica accesa. la sento che continua ad andare mentre chiudo la porta e scendo le scale. il mio appartamento fa la festa alla bossa nova.

giovedì, settembre 18

Ci sono pensieri che levano il sonno in modo violento.

La paura della morte. Svegliarsi a metà pomeriggio sapendo che tutto quello che senti finirà, gridare di notte in camera da solo e poi sperare che non si sia svegliato nessuno, per non dover dare spiegazioni. E un giorno arriva il tempo di credere in qualcosa di superiore. Ti apri a sentire che c'è un progetto meraviglioso all’origine della vita, una madre che ama. E ti dici che quella paura della morte è solo un allarme che ti suona quando non ti godi abbastanza la vita, e ricominci a dormire.

La paura di perdere qualcuno. Al termine del rapporto di coppia tra due persone unite da un affetto sincero, sono chiare certe incompatibilità, dovute al carattere con cui ci siamo formati, a paure e bisogni che non si incontrano. Capita di non riuscire a dormire per la tenaglia che l’altro non abbia più un’immagine positiva di te che lo conforti. Sentire l’impotenza di essere felice appena apri gli occhi a un’ora assurda del mattino. Per una scettica come me, è forse arrivato il momento di credere al futuro, per trovare un tempo dove riusciremo, io e te, a giocare insieme felici.

mercoledì, settembre 17

Fabio scrive:
solo che non trovo la persona giusta....
oppure....
ho gli occhi troppo chiusi
cmq......
ci sono i tedeschi
chiuso
Lois scrive:
parli come tutti gli uomini deludenti
che aspettano le sirene
e insieme non ci credono
alle sirene
stai usando tutte le tue risorse?
ho il sospetto che tu possieda un frigo da 200 litri e ti ostini a sfruttare solo due ripiani, per l'abitudine a temere qualcosa e non credere in qualcos'altro.
consiglio della settimana: AFFERRA, la tua mano arriva abbastanza lontano per prendere ciò che vuoi.

venerdì, settembre 12

Lois scrive:
cmq questi traslochi fanno bene
Lois scrive:
nella nostalgia ti viene l'illusione di aver fatto tanto

il problema che ho nel buttare via anche le sciocchezze è collegato alla memoria. ricordo con esattezza dove e quando ho aperto quella confezione da 3 di ovini kinder, una mattina di fine febbraio.. ricordo cosa è successo dopo lo spettacolo di cui rivedo il flyer.
"babbo ma quante canzoni posso imparare a memoria? quando è che la memoria finisce?"
lui mi rispose che per quanto ne sapeva lui non finiva, e allora sono condannata: calpesterò a lungo un fiume di troiai.

martedì, settembre 9

se suoni i miei suoni risuoni di carillon e acqua che scivola.
ti gonfi di respiri come un calzone farcito di cipolle viola e bianche e rosse.
suoni, incontro di seni e le mie anche possedute da un pendolo giulivo.
e la ballerina del carillon gira, non torna indietro, lei.
e l'acqua del fiume non si gira, non torna indietro, lei.
ma il pendolo costringe le lancette a girare su se stesse.
ma la cipolla è sferica come un ciclo che rotola e ricomincia.
io mi dico avanti e poi mi sento indietro. saltello come un coniglio che si è ustionato il sedere.
SI CI PIGGHIA LA FANTASIA

martedì, settembre 2

in memoria del pane che lievita anche in una tomba



al cimitero san louis di new orleans ho trovato un nano color corallo, che danza con il pisello di fuori sotto la pioggia che lava. crede a quello che tocca e tocca tutto prima o poi, nel momento in cui vuole lui.
al cimitero san louis di new orleans ho trovato sepolto l'uomo che ho amato. uomo senza barba che ti affidava gli occhi, sapeva giocare senza barricate di antagonismo e scuse. l'hai ucciso tu.
al cimitero san louis di new orleans ho trovato una fata con la pelle trasparente e grigia, corrosa dagli acidi. lei non sente nulla, e ogni giorno si infila la terra nelle orecchie con un tappo di latta.
al cimitero san louis di new orleans ho trovato sepolta la lunghezza della mia gioia. è tenuta six feet under dall'ansia generalizzata che mi defibrilla il cuore se malcapitatamente lo trova calmo. l'ho uccisa io.
al cimitero san louis di new orleans c'è stata una puttana di nome katrina e mi ha lasciato detto una grande verità: le puttane non rovinano nulla, smuovono soltanto grandi pezzi di merda e la merda si sa, a spostarla riprende a puzzare.

domenica, agosto 17

postcard


lunedì, agosto 4

tra le 7 e le 8 di sera sono aggredita da strani pensieri, suicidi, depressi, deliranti. il mio umore scende e soffro della luce che se ne va.
anche da bambina, dalle 7 alle 8 piangevo.
e me ne vado in grecia nelle isole dei tramonti..