vieni autunno, fammi rotolare tra le giornate come tra le foglie e addentare mele succose. fammi spendere le ore a ridere con qualcuno, senza pensiero alcuno al bisogno di piacere. mostrami chi tenere dentro per sempre e chi accompagnare all'uscita. rendimi un tronco ospitale per nuove primavere. fammi cadere negli errori madornali successivi, li voglio collezionare tutti su uno scaffale, da quelli color arancio ai marroni e ai rossi. e infine non far niente di quello che ti ho chiesto, oppure tutto. amen.
lunedì, settembre 29
esco di casa lasciando la musica accesa. la sento che continua ad andare mentre chiudo la porta e scendo le scale. il mio appartamento fa la festa alla bossa nova.
giovedì, settembre 18
Ci sono pensieri che levano il sonno in modo violento.
La paura della morte. Svegliarsi a metà pomeriggio sapendo che tutto quello che senti finirà, gridare di notte in camera da solo e poi sperare che non si sia svegliato nessuno, per non dover dare spiegazioni. E un giorno arriva il tempo di credere in qualcosa di superiore. Ti apri a sentire che c'è un progetto meraviglioso all’origine della vita, una madre che ama. E ti dici che quella paura della morte è solo un allarme che ti suona quando non ti godi abbastanza la vita, e ricominci a dormire.
La paura di perdere qualcuno. Al termine del rapporto di coppia tra due persone unite da un affetto sincero, sono chiare certe incompatibilità, dovute al carattere con cui ci siamo formati, a paure e bisogni che non si incontrano. Capita di non riuscire a dormire per la tenaglia che l’altro non abbia più un’immagine positiva di te che lo conforti. Sentire l’impotenza di essere felice appena apri gli occhi a un’ora assurda del mattino. Per una scettica come me, è forse arrivato il momento di credere al futuro, per trovare un tempo dove riusciremo, io e te, a giocare insieme felici.
mercoledì, settembre 17
Fabio scrive: solo che non trovo la persona giusta.... oppure.... ho gli occhi troppo chiusi cmq...... ci sono i tedeschi chiuso Lois scrive: parli come tutti gli uomini deludenti che aspettano le sirene e insieme non ci credono alle sirene
stai usando tutte le tue risorse? ho il sospetto che tu possieda un frigo da 200 litri e ti ostini a sfruttare solo due ripiani, per l'abitudine a temere qualcosa e non credere in qualcos'altro. consiglio della settimana: AFFERRA, la tua mano arriva abbastanza lontano per prendere ciò che vuoi.
venerdì, settembre 12
Lois scrive: cmq questi traslochi fanno bene Lois scrive: nella nostalgia ti viene l'illusione di aver fatto tanto
il problema che ho nel buttare via anche le sciocchezze è collegato alla memoria. ricordo con esattezza dove e quando ho aperto quella confezione da 3 di ovini kinder, una mattina di fine febbraio.. ricordo cosa è successo dopo lo spettacolo di cui rivedo il flyer. "babbo ma quante canzoni posso imparare a memoria? quando è che la memoria finisce?" lui mi rispose che per quanto ne sapeva lui non finiva, e allora sono condannata: calpesterò a lungo un fiume di troiai.
martedì, settembre 9
se suoni i miei suoni risuoni di carillon e acqua che scivola. ti gonfi di respiri come uncalzone farcito di cipolle viola e bianche e rosse. suoni, incontro di seni e le mie anche possedute da un pendolo giulivo. e la ballerina del carillon gira, non torna indietro, lei. e l'acqua del fiume non si gira, non torna indietro, lei. ma il pendolo costringe le lancette a girare su se stesse. ma la cipolla è sferica come un ciclo che rotola e ricomincia. io mi dico avanti e poi mi sento indietro. saltello come un coniglio che si è ustionato il sedere.
al cimitero san louis di new orleans ho trovato un nano color corallo, che danza con il pisello di fuori sotto la pioggia che lava. crede a quello che tocca e tocca tutto prima o poi, nel momento in cui vuole lui. al cimitero san louis di new orleans ho trovato sepolto l'uomo che ho amato. uomo senza barba che ti affidava gli occhi, sapeva giocare senza barricate di antagonismo e scuse. l'hai ucciso tu. al cimitero san louis di new orleans ho trovato una fata con la pelle trasparente e grigia, corrosa dagli acidi. lei non sente nulla, e ogni giorno si infila la terra nelle orecchie con un tappo di latta. al cimitero san louis di new orleans ho trovato sepolta la lunghezza della mia gioia. è tenuta six feet under dall'ansia generalizzata che mi defibrilla il cuore se malcapitatamente lo trova calmo. l'ho uccisa io. al cimitero san louis di new orleans c'è stata una puttana di nome katrina e mi ha lasciato detto una grande verità: le puttane non rovinano nulla, smuovono soltanto grandi pezzi di merda e la merda si sa, a spostarla riprende a puzzare.
tra le 7 e le 8 di sera sono aggredita da strani pensieri, suicidi, depressi, deliranti. il mio umore scende e soffro della luce che se ne va. anche da bambina, dalle 7 alle 8 piangevo. e me ne vado in grecia nelle isole dei tramonti..
la leonessa ama possedere un territorio. quando non le è data la possibilità di proteggerlo e disporne in esclusiva, tende ad abbandonarlo per trovarne uno nuovo. la sua incertezza deriva dalla percezione di non essere apprezzata sinceramente, aspetto che le limita gli slanci di generosità ai quali invece tende frequentemente. la leonessa ama appassionarsi e correre il rischio delle fiamme imprevedibili: tutto quanto forgiano e creano, possono anche repentinamente distruggere. è un animale fedele ed esigente, complesso e immaginativo. affronta con responsabilità materna i problemi altrui e con introspezione i propri, poggiando il suo equilibrio sull'alternanza di opposti. ha una tendenza indomabile al miglioramento e alla completezza, appartiene ad un branco ma percorre ampi spazi da sola. privilegia i rapporti di complicità individuale e ne dipende. dipende anche dalla quantità di luce e di spazi che le sono dati, per nutrire il suo plesso solare e l'emotività onirica. la leonessa messa in dubbio si arma di coraggio e si reinventa. il suo organo rappresentativo è il cuore.
C'è gente che rimane sempre uguale e crescono e rimangono ancorati sicuri come un treno sui binari viaggiano sulle generazioni conoscono tutte le stazioni ma a te t'è capitato d'esser scelta perchè di tutto il vero fosse un forse perchè tu ti facessi le domande sperimentando il dubbio e le sue morse e l'inquietudine che i giorni ti regalano è un dono che è concesso solo a pochi vedere la realtà come uno specchio scaldarsi col calore dei suoi fuochi mille diversi fuochi e mille luci che brillano e confondono le idee a te è concesso di guardare il mare cercando di capire le maree e allora non soffrire più tu che stai crescendo dentro di te c'è il seme che germoglia una migliore vita sta nascendo sia che tu voglia sia che tu non voglia e soffri ma anche un pò fallo godendo una migliore vita sta nascendo dal seme del tuo prospero tormento. ( Jovanotti, Il grande Boh! )
6 anni fa partivo per la spagna da sola, con i fiori di bach e l'incoscienza di conoscere. alla stazione degli autobus di Malaga piangevo su questa poesia, verso le 16. oggi mi trovo ancora con una boccetta di fiori di bach in mano. alcuni fiori sono diversi perchè sono cambiata, ma in fondo resto alla ricerca. sto sempre con i piedi sopra quella insoddisfazione che scorre come un tapì rulan (tapis roulant) al quale posso solo affidarmi. sto camminando verso la felicità, questo non mi sia mai negato.
tutti noi siamo posseduti da alcuni tabu che delimitano le proprie sfere di intimità. una mia amica aveva la fissa di conversare mentre faceva la cacca. alcuni non fanno uscire nemmeno la pipì se vengono osservati. io sono pro pipi e contro cacca. il sesso è terreno disseminato di indicibilità. ma quell'alone intrigante che i tabu creano, è davvero più produttivo della conoscenza? si impara a osservare i propri amici che mangiano, che ballano, che si muovono. chissà quanti elementi in più se li vedessimo nudi e intenti.
lunedì, luglio 14
la regina difende la torre.
venerdì, luglio 11
guidare dietro un trattore carico di fieno significa non vedere il cielo ma essere sotto la fuga di ciuffetti d'erba secca che volano nella tua direzione. la sensazione è morbida e dorata. il fieno ti protegge e ti incanta. in te non c'è fretta da seguire. tanto alla fine della discesa il gigante buono se ne andrà di suo.
le carte fiorentine, a seme francese, hanno due uomini in ogni scala, ma una sola donna. quando le apri per leggere il futuro, non puoi avere il dualismo possibile per i maschi. mi spiego: se in una mano di lettura compaiono un jack e un re, è possibile che si tratti sempre dello stesso soggetto, che oscilla tra uno status più giovane e uno più maturo. per le femmine questo aspetto non è reso bene.
trasformo allora la mia regina in due carte maschili. in me riconosco l'aspirazione di voler essere re. tendenza a vedermi realizzata solo da adulta, da persona stabile, in equilibrio, saggia, capace di ammaliare con la sua personalità. eppure dentro di me sopravvive un jack, un fanciullo che resta presente anche se affronto molte fasi di crescita. lui ha dei dolori da superare e un'ironia sfacciata, usa le metafore potenti dei bambini e si affeziona così tanto da sanguinare.
sabato, luglio 5
vorrei giocare a un tetris capovolto, dove i tasselli invece di scendere, salgono verso l'alto.