giovedì, novembre 15


Chiudo gli occhi e li tengo stretti,
spaventato da quel che porta il mattino,
aspettando un domani che non arriva mai.
Nel profondo di me,
ciò che mi lascia la notte
è la sensazione del vuoto
e tre ragazzi immaginari che cantano
nel mio sonno dolce di bambino.

CURE

giovedì, novembre 8



scacco matto

giovedì, novembre 1

sexy halloween

le chicche della serata nel locale di lap dance.
a) ditemi dove trovo un bagno per donne più vuoto e pulito.
b) nessuna faccia nota in giro, neppure una di quelle che vedo sempre ai vernissage, tristi e arriviste. quelle che potrebbero dire lo stesso della mia.
c) barbara che beve negroni.

sabato, ottobre 27

Lois scrive:
sai mimma.. io penso di non aver piu voglia ne la capacità di vedere quello che non c'è
chi ti vuole lo fa vedere, non lo maschera
perchè ci convinciamo che lo faccia ?
perchè cerchiamo di cogliere dei segni ?
[c=13]La KU[/c] scrive:
infatti
bisogna esattamente giocare di istinto e di realtà
chi c è c è
chi non gioca a casa

Lois scrive:
io credo che ci sia in ballo qualcosa di grande
e credo anche che lo lascerai morire
perchè capita di fare così
di non cambiare la piega degli eventi
per pigrizia, abitudine, ..
la regola dell'amico
[...]
Lois scrive:
tutto il resto è che spesso ci sentiamo soli
[c=13]La KU[/c] scrive:
vero

domenica, ottobre 21

il cielo in una stanza

mi sono stancata di affari inutili.
passerò i prossimi tre mesi a massaggiarmi il collo.

martedì, ottobre 16

J'Y SUIS JAMAIS ALLE'

dove? dove è che non siete mai stati?

ci sono luoghi che abbiamo dentro in cui non riusciamo ad arrivare, o zone in cui quella persona non fa entrare nessuno ma noi vorremmo tanto. e poi ci sono continenti oppure tempi a cui non abbiamo accesso.. relazioni, prospettive, giochi, dialoghi..


dove è che non siete mai stati?
vorrei saperlo adesso. scrivetelo.

venerdì, ottobre 12

dia

non è importante che io debba lasciare questa casa. mi dispiace, ma non è importante. conosco tutti i momenti di questa piazza e anche se non saprei ricordarli razionalmente, nè ci ho preso appunti, mi sono familiari. questo è qualcosa che ho saputo e potuto costruire. bene così. se c'è un imperativo al quale mi allineo è la crescita. accetto le occasioni di crescita come mi riempo di questa musica di damien rice stasera. quello che mi importa davvero in questo istante è progettare. ho stretto a me un tempo per questo stasera. organizzo concetti e fasi per un periodo che non so se ci sarà. potrei essere fulminata da un cancro domani. il futuro non mi convince mai, io non sono una di quelle che pensa di prendere un aereo la mattina a new york e prenotare il ristorante per la cena a roma. io sono abituata a prepararmi al durante. eppure stasera progetto esperimenti per la tesi, conoscenze di interviste e fotografie, arredamento per una casa in vendita che ho selezionato. facendo così mi sono connessa a un punto fermo in me, individuale. non ci sono immagini di figli nè di compagni stasera. ci sono io e questo è tremendamente importante.
io sto scrivendo e mi pagano e mi chiedono di farlo. io non so che altro vorrei fare nella vita se non scrivere, lo adoro. io sto vivendo intorno a persone che conosco da nemmeno un anno. non mi conoscono appieno, per certi aspetti ancora non ho avuto il coraggio di uscire dalla solarità. eppure spesso mi accettano e i pensieri che hanno per me a volte, alcuni di loro, io li adoro. sto mettendo tanti puntini sulle i di questa frase: la mia vita non segue un progetto di coppia. verbalizzarlo mi libera. penso che se giocassi più sporco potrei andare a letto con la maggioranza degli uomini che incontro. sempre questa enorme quantità di maschi non sceglierebbe me per un progetto di coppia. non ho intenzione di pormi dei
perchè, nè dei ancora per quanto. mi amo io e questo è di un'importanza accecante.
a volte la sera torna a farmi visita la paura di morire. sono debole come tutti, ipocondriaca, somatizzo troppo l'instabilità. eppure mi capita anche di trovarmi inspiegabilmente agile, a cantare, a ridere di un film e allora va bene così. allora è segno che la ruota gira e si va su e giù e poi su e poi giù, dentro una splendida sindrome depressiva bipolare, così adolescenziale, così adatta alla mia imperfezione. riesco a fare bene quello che inizio, nonostante tutto. l'importante è non fermarsi al risultato ma chiarire un processo, passo dopo passo, senza ansia. l'arte e le fantasie sul sesso mi appagano, vediamo di dar loro una stanza fissa che diventi pratica nella realtà. non so se questo è importante, ma è per tentativi che si va. e sentire di andare è un'eccellenza sottile.

giovedì, ottobre 11

proprio una letterata.
per contare le gocce da versare nel bicchiere stasera mi sono sorpresa a dire A, B, C, D, E..

martedì, ottobre 9

curva fiesole


è come portare i miei poveri ormoni alle terme, ma direttamente nella sauna machile

sabato, settembre 29



se quando lavi il bagno lasci tutti i mobilini spostati in corridoio per mezza giornata, più che pulire il bagno vuoi far vedere a tutti che l'hai fatto.
ma mi chiedo: sei il tipo che quando faceva la cacca nel vasino, starnazzava finchè la mamma non andava a vedere il capolavoro?

venerdì, settembre 28

quando digito una parola con le doppie di solito sbaglio e raddoppio la lettera precedente alla doppia. Es doopia invece di doppia.
mi capita anche con gli accenti, li metto alle parole prima di quelle da accentare. Es. conosco quellà qualità.
ho iniziato anche a confondere i singolari per i plurali.
e mi sembra di aver preso a parlare più lentamente.

mi intimorisce tanta fallibilità..
Per il modo in cui vivo, ho bisogno in casa di uno spazio per i ricordi. Ho l'abitudine di accumulare volantini e scatole e oggetti vari, che condividono con me le stanze. Se io dovessi trasferirmi in un monolocale dove tuttto il posto che c'è serve a far funzionare qualcosa, dovrei mutilare il mio stile.

giovedì, settembre 27

mi sono appena lavata i denti sotto la doccia. è la prima volta che lo faccio. non è tutta questa esperienza ecitante ma non fa nemmeno schifo.
ho seri dubbi sulla possibilità di prenderci il vizio, perchè ho trovato difficoltà a capire dove appoggiare lo spazzolino, dopo. ho optato per un equilibrio aereo nel cappuccio dell'accappatoio. non è caduto.

venerdì, settembre 21

mentre vado a portare il pc dal suo neurologo, vedo il benzinaio di lato a casa mia che taglia l'erba a delle micro-aiuole. sono le 9 di mattina. la stazione di servizio è chiusa per rifacimento e ingrandimento, e lui potrebbe starsene a casa o forse anche alle canarie. eppure ecco lì, con la tuta, che va avanti e indietro.

lunedì, settembre 17

ho paura della felicità. quando sono felice e poi qualcosa va storto io reagisco male. pensiero impallato, palpitazioni, ansia.
invece quando non sono felice e mi crolla una certezza, mi sembra che il flusso delle cose continui a rotolare senza travolgermi. sceglierò una vita merda e fuggi?

eppure quando sono felice sono così felice.

sabato, settembre 15

Devo lasciare la casa.

Se proprio devi odiarmi fallo ora, ora che il mondo è intento a contrastare ciò che faccio, unisciti all'ostilità della fortuna, piegami non essere l'ultimo colpo che arriva all'improvviso Ah quando il mio cuore avrà superato questa tristezza. Non essere la retroguardia di un dolore ormai vinto non far seguire ad una notte ventosa un piovoso mattino non far indugiare un rigetto già deciso. Se vuoi lasciarmi non lasciarmi per ultimo quando altri dolori meschini avran fatto il loro danno ma vieni per primo così che io assaggi fin dall'inizio il peggio della forza del destino e le altri dolenti note che ora sembrano dolenti smetteranno di esserlo di fronte la tua perdita.

William Shakes.

mercoledì, settembre 12

from me

Connessions avec le mond:

Es 1.ZMZ.buongiorno da mister perfettino :p

Es 2.ZMZ.no no ma che distrutta!! porta i pezzi domenica li riattacco io!! ..
"quasi non sento il bisogno di insistere. e tu che mi offrivi un amore di plastica. ti sei mai chiesto se onesto era illudermi. ricorda tu sei quello che non c'è.."

Es 3. POZT. io sono l'uomo dei traslochi addetto agli impacchettamenti..
ascoltati ruggeri è comico-terapeutico!

martedì, settembre 11

TEST - A (pers-a?)
vorresti essere un collaudatore di:

a. perversioni
b. tenerezza
c. assi da stiro
dice che era un bell'uomo e veniva, veniva dal mare..

TEST
se leggi le parole: Sta Arrivando
a chi pensi?

a. all'inverno
b. al futuro
c. all'amore
soluzione nei commenti

martedì, settembre 4


ti vedo per quello che sei

vedo i colori proprio nell'attimo in cui diventano più intensi, trovo risate, trovo tempo per un film di matti e tempo per perdere la mia testa.
i miei capelli sono lunghi e sciolti e ti percorrono e non mi sbilancio più.

memo: non confondere la voglia di assomigliare a qualcuno con l'amore.

domenica, settembre 2

nata oggi!
cecco è zio, matteo è babbo e la franci mamma.
piccola matilde tra il capezzolo scuro, i dolcetti e le trine di cotone bianco.

ci provo ci provo davvero a credere che questa non sia la cosa più importante da far accadere, ma in realtà non ci riesco.
continuo con il mio desiderio dei 24 anni, che non si può dire, ma si tratta di due percorsi paralleli da percorrere. sono strade irregolari come me, nelle quali affondare il corpo e le paure, e dalle quali restano fuori i co.co.co. e i conti correnti. provo a ragionare, ma in realtà non ci riesco. e va bene, bene davvero cosìì.

sabato, settembre 1

in autobus
uomo > Signora ha un fazzoletto??
signora anziana > Sì!!
uomo > ...
signora giovane > Ce l'ho io un fazzoletto.
uomo > Grazie.
signora anziana > Di carta ce l'aveva..
voci che interrompono il mio dormiveglia, epoche di stoffa usa e non getta, ingenue, che mi commuovono.

in treno
coppia di uomini, uno sui 50anta, uno 60anta. il più vecchio se ne va in bagno e tornando si sistema i pantaloni molleggiato come un celentano tascabile. sposta senza far troppo rumore le borse e la giacca alcuni sedili più indietro, di nascosto all'altro che ronfa con il naso sulla tendina blu. burlone, fa lo schezo e gli riesce. vedo nell'altro un risveglio perplesso, uno schizzo in piedi, una ricerca ansiosa e poi il loro ritorno. calmano le risate, poi si immergono in parole crociate facilitate, scritte e corrette come se fossero attori comici. intraprendono discorsi sull'erba che cresce nel cemento delle stazioni, la forza della natura che si impone e poi
io sono arrivata, fine della vacanza.
agosto di
stelle scadenti

giovedì, agosto 2

quando massaggio la schiena di una donna io divento un paio di mani. niente mi deconcentra. sono una rabdomante di tensioni dietro le mie dita.
quando massaggio la schiena di uomo io mi sento un paio di tette. niente mi distoglie dal loro ingombro. faccio continuamente attenzione a dove vanno a finire.

mercoledì, luglio 18

Ciolo scrive:
la vicinanza di una persona importante
ripara molte cose
Lois scrive:
lei è una persona romantica mio caro
io no
non credo all'unione che guarisce
io mi guarsico da sola
Ciolo scrive:
una persona da sola è limitata
Lois scrive:
se è il suo caso come darle torto

al pecci c'è una mostra di svariati artisti dell'ex urss. tra i primi c'è il pezzo meglio: un video di una mano che gioca alla guerra disegnando gli spari che partono da cannoni e mitraglie stilizzate. piano piano si sterminano i due fronti, con rumori di spari e pernacchie.
anche il video dell'uomo che balla la lap dance di new york new york è buffo, ma l'intervista al tipo diventa inquietante.

giochi che abbiamo dentro, come quelli con i sassi sulla spiaggia e le biglie. giochi con la noia e le parole, le vongole e il bianco e nero dell'abbronzatura.

martedì, luglio 17

srotolare per arezzo passi fotografici, che inseriscono in rettangoli di memoria quanto metto a fuoco.
-benvenuti al piccolo cinema onirico-
piazza san francesco. c'è una ragazza zingara e olivastra che muove tra le braccia una fisarmonica verde. sa di est. la sua musica segue delle schiene che lei seleziona. io seguirei lei e le chiederei di cantarmi e ballarmi la sua storia, e poi l'amerei a fondo. ma la lascio sparire, la sua figura non trascina davvero me e la mia passione, ma l'antropologa.ho un uomo in testa oggi.
-dimmi dimmi perchè-
c'è una zona praticamente non battuta salendo da via garibaldi. una signora che si muove lentamente su piedi storti e scarpe nere mi accoglie con un sorriso, un buongiorno, una contentezza di vedermi passare che mi commuove. salgo dalla strada che lei sorveglia. trovo sulla destra, di lato a una portarella verniciata di verde, un tegamino di crocchette per gatti. è un'immagine ricorrente della mia infanzia. crocchette da gatti, odore secco, dentini che tritano, vita di paese quasi campagna. più avanti noto i resti del tuffo di una piantina grassa. raccolgo un tentacolo brillante e spinoso, il più piccolino. lo soppeso in mano, non buca. sembra sempre in vita. vedo un gatto placido sotto una macchina e gli tiro il tentacolo. lo sveglio di botto, poi non so che fa. sono già oltre.
-il mondo prima che arrivassi te-
c'è un altro signore curioso, vestito bianco-fornaio nella luce bollente delle 13. mi guarda come se fossi aliena o bellissima. i fornai mi fanno innamorare. e delle strade mi incuriosisce vedere il fondo, l'oltre, gli affacci. la via che da porta san clemente sale non mi fa guardare la valle. mi allontano un altro po' poi rigiro. tutte case di lato a case. poi una porta socchiusa. vedo dal campanello che c'è anche un ufficio. il signore in bianco s'è dissolto. entro. c'è fresco dal medioevo. c'è un fiasco enorme nella luce beige della corte interna, tra la polvere estiva. proseguo e vedo secchi di intonaco e arnesi da muratore. stanno ristrutturando le stanze che danno sul giardino rigoglioso, quasi arabo. lo sbircio in fondo. che bellezza. sono soddisfatta. esco in strada.
-signorina prima volta dopo la prima volta prima volta non è più-
affronto la salita verso la fortezza, mi voglio sedere all'ombra con la faccia sulla vallata. scelgo una panchina e ignoro i passanti. mi viene quell'idea sciocca di voler restare lì per ore da quanto sono contenta. chissà perchè questa mania sporadica di prolungare e trattenere. penso di tirar fuori il libro della sontag. però prendo il tel e chiamo nonna per prendermi il numero dal dottore oggi. un signore anziano si ferma ad appoggiarsi alla staccionata proprio in linea con le mie gambe semiaperte, sedute. dopo un minutino scivola un po' di lato, ma resta. si sistema qualcosa dentro le mutande. gesto frequente tra i signori. si sistema di nuovo. e di nuovo. dopo la terza è sega. non mi va di dare immagine al suo trastullo.
-non ti vantare se la tua si chiama vietnam-
ridiscendo con un percorso di deviazioni emotive fino alla stazione. selezionare è includere ed escludere. organizzo tra loro i pezzetti di città che conosco, il forno, piazza grande, le pizzerie. l'arte contemporanea è chiusa. la vita underground aspetta la notte. torno in waldarn dopo che il treno sparisce per ritardo, poi riappare. le mie spese di oggi: pizza, focaccia, cocacola, succo ace, chewingum. important optional: mp3.

martedì, luglio 10

"Meraviglia delle demolizioni moderne. E' uno spettacolo opposto a quello di un lancio di missile . L'edificio di venti piani smotta tutto intero verticalmente verso il centro della terra. Crolla diritto come un manichino, senza perdere il suo portamento verticale, come se calasse in una botola, e la sua stessa base, a livello del suolo, ne assorbe le macerie. Ecco un'arte meravigliosa e tutta moderna, che sta al pari con i fuochi d'artificio della nostra infanzia." L'AMERICA Jean Baudrillard

inizo un'opera sommaria di demolizione. voglio un'operazione brutale e sezionabile in fasi. niente dinamite. alzo la palla durissima in aria, allontanandola dal palazzo. tra un attimo la mollo. ancora un istante poi rapida sfreccia nell'aria e impatta contro il cemento armato. sbam. primo colpo.
quell'edificio da sgretolare sono io.

mercoledì, luglio 4

oggi mi piace camminare sbattendo i piedi per terra, infantile, agguerrita. porto in giro per casa il vasetto di nutella come una bandiera francese nei giorni della rivoluzione. la mia camicia da notte è nera e non me la tolgo nemmeno di giorno. è la divisa leggera per il mese di luglio, da sempre mio. e discorro a sprazzi di sesso e di tattiche da donna che fa la svenevole per farlo sentire forte, così da indurlo a mostrarsi debole. debole lui, debole la sua possibilità di resistere all'ascia che si abbatterà sul ceppo su cui lui avrà appoggiato le .. per essere una gentildonna uso troppe parolacce e quelle che non dico, le penso di continuo. eppure per il mio pallore potrei sembrare un'intellettuale di città, di quelle che credono che i pomodori nascano nei barattoli e che i totani siano pesci a forma di anello, alcuni esemplari già impanati.

lunedì, luglio 2

drivin' Ile in livorno

Sei il colore che non ho
e non catturerò
ma se ci fosse un metodo
vorrei che fosse il mio
fanne quel che vuoi, di noi
me l'hai insegnato tu
se c'è una cosa che è immorale
è la banalità
lo sai
lo sai
che tu sei troppo bianca per restare
mano nella mano con te stessa
e non voglio certo che tu sia
la mia più bella cosa mai successa
sei il colore che non ho
e che vorrei essere io
ma se ti rende libera
ti regalo il mio
lo sai
lo sai
che tu sei troppo bianca per restare
mano nella mano con te stessa
e non voglio certo che tu sia
la mia più bella cosa mai successa
tu sei troppo bianca per restare
mano nella mano con te stessa
e non voglio certo che tu sia
la mia più bella cosa mai successa
vedrai

giovedì, giugno 28

Stai sfruttando a pieno le opportunità irripetibili che ti sta offrendo quest'anno, Leone? Adesso che siamo quasi a metà del 2007, proviamo a tirare le somme. Spero che tra sei mesi, guardando indietro potrai dire: "Questo è stato l'anno in cui ho imparato a giocare e a divertirmi a un livello più alto. Ho riesumato tutto quello che sapevo da bambino sul gioco e sul divertimento, e l'ho applicato alla mia vita da adulto. Ho liberato la mia fantasia in camera da letto e sul posto di lavoro; mi sono concesso di inseguire il divertimento e il piacere come se fossero le cose più sacre. Ho saltellato, scherzato e giocato come se la realizzazione dei miei sogni dipendesse da questo".

Oroscopo dell'Internazionale

mercoledì, giugno 27

sostiene pereira che dire che le corone di fiori non vanno più di moda è un atto tremendo.
sostiene pereira che murare i morti è una pratica invasiva, perchè finchè tu puoi toccare quelle mani immobili o il legno della bara, i tuoi sensi partecipano al saluto ma dopo non possono più.
sostiene pereira che un canto è il funerale più intimo, mentre incenso e parole si allontanano in fretta. queste occasioni sono fatte di frasi come lei avrebbe voluto così, fallo per lei, a lei non importava questo, se ci fosse ora lei borbotterebbe.
sostiene pereira che nell'ora della morte puoi collezionare oggetti che conservano odori, immagini, gesti. eppure tutto sta nel lasciarli andare via, sparire, finire. vanno messi in equilibrio nuovo il mondo fuori e il mondo dentro di te.
sostiene pereira che non c'è molto di meglio per trovare un pianto intenso di una solitudine fisica con la morte del corpo, con i ricordi, con fotografie da anni non guardate. e anche la vicinanza di qualcuno che sta lì per te molla i freni dell'abbandono.
sostiene periera che è l'eros che risponde alla morte e le si staglia contro, ne è schiacciato o la congeda. congedare la morte non è affare da poco, quando arriva in visita poi ti pare che resti appiccicata ai vivi. l'eros col suo sangue veloce, bollente, lava il sospetto della sua presenza.
queste frasi non sono opera mia! sostiene pereira.

martedì, giugno 26

ninetta mia morire di maggio ci vuole tanto troppo coraggio

venerdì, giugno 22

voca rugosa e gioviale di guccini che canta queste parole.

Ma come vorrei avere i tuoi occhi, spalancati sul mondo come carte assorbenti
e le tue risate pulite e piene, quasi senza rimorsi o pentimenti
...
che asserisci e domandi,
di sospetto e di fede nel mondo curioso dei grandi
...
dammi ancora la mano, anche se quello stringerla è solo un pretesto
per sentire quella tua fiducia totale che nessuno mi ha dato o mi ha mai chiesto
...
e dove è ancora tutto, o quasi tutto, da sbagliare...

parla alla figlia e io piango.
duro mestiere imparare ad essere una figlia di un padre.

mercoledì, giugno 20

tango del girasole

LOLA
me llamo Lola
encantada


Lola Lolita pratica tango con chiunque
un bacio appassionato è quello che leva i non.
non toccarmi diventa toccami, amami, pregami.

mi hanno chiesto per un inverno intero cosa volessi io dagli uomini. non si capiva, dicevano.
contro ogni dubbio metto per iscritto la fase attuale.

primo terzetto da rispettare:
a) che lui non usi droghe pesanti
b) non sia violento
c) non sia innamorato di qualcun'altra/o

e poi la regola ferrea:
1-mi prenda quando mi vuole e non mi prenda quando non mi vuole.
(intensità. presenza presente e assenza assente. totale aderenza alle sensazioni e distacco dai personaggi da recitare. la storia così finisce prima? così sia).
2-mi lasci fare di tutto meno le cose che possono romperci. per quelle mi deve interrompere in tempo.
(fuggo dal giochino del faccio così perché penso sia come mi vorresti. mi annoiano le recriminazioni. io mi piaccio quando mi esprimo. punto. e ti rispetto ma sii chiaro e onesto. e personale. punto).

detto questo venga il presente e il suo caos.

lunedì, giugno 18

spot

ieri sera. babbo disperso in danimarca. chiama me alle 23 per avere il numero di tel dell'albergo che lui e il collega non riescono a raggiungere. "ah non tu sei su internet??!" lo richiamo dopo un'ora e sta ancora vagando in auto, quindi gli trovo numero e mappa e lo so a letto mezz'ora dopo.
10 minuti fa. irene da un si sa dove mi chiama per sapere il numero della copisteria il pappagallo. "tanto sei al computer vero??!" Oooooooooh.. belli miei.. come se io avessi la vita (non) sociale di una pagina gialla.. tzé! in effetti.. ero in casa Ma Stavo Studiando. giuro. comunque ire ha potuto parlare col suo pappagallo, in 12''. tempo da pit stop.
mentre scrivo sto post. "pronto fra.. non riesco a mandare un allegato alla mailing list.." è barbara.

franci la reclusa - soccorso on line 24h/24-

cesura frattura rottura
cultura cura sutura
calura mura verdura
paura natura tortura
scottatura altura lettura
dura pura cattura

esercizio di stile. parole spigolose e sonore.

domenica, giugno 17

meditazioni da terrazza stendipanni

le metafore di chi mi vive:
rossa vaporosa. ieri non troppo ma succede. progetto un taglio di capelli corto che mi lasci il collo scoperto.
monella. mi guarda e si chiede come mai stasera non spargo panna montata sui presenti ma la ingoio diligentemente a cucchiaiate.
giullare in scarpe rosa. lei tira fuori una moneta di rame e vodka lemon e aspetti storie buffe.
prurito. meglio non assecondarmi, dà solo colpetti radi per anestetizzare.
spillo da balia. un educato palloncino di elio quando mi avvicino si preoccupa di tenermi chiusa.
orchidea. tentativi di fotografarmi e annusarmi senza considerare né volere che abbia una voce.
legno. fisicamente si spiega da sè, eppure sempre di legno sono i cassetti in cui fa scivolare storie e sogni.
ferro. scaramantico impulso a toccarmi.
english teacher. fenomeni di comunicazione compromessa dalla mia tendenza a parlare di shakespeare dopo 5 minuti di qui quo qua.
cicciobello. abbraccevole e tenerina. non ha bisogno di me ma se ci sono che noia dò.
non pervenuti: forestiero che mi vede gatta sul tetto che scotta.

mercoledì, giugno 13

amabilezza

anni fa andavo da marina e sceglievo frasi in un quaderno, in base alle quali lei decideva i fiori di bach da darmi.
oggi provo a parlare d'amore e non lo faccio mai.
frasi per riconoscerlo: ho ballato tutti questi anni per saper portare te.
non smettere di esprimerti per favore.
e ad una terza persona: è la cosa più bella che mi sia mai capitata, non far nulla che possa farle mettere in dubbio me.
io l'altra dovevo lasciarla, come potevo permettere che lei non fosse la mia donna.
chissà marina che fiori servono per fare sul serio in questa questione... fiori di credulità e passione. di coraggio, di fortuna, di lasciar insegnare e... e...
l'amore rende sciocchi eppure per gli occhi esterni è quel salto di qualità che rende una persona desirabile, davvero. imperdibile, davvero. luminosa, davvero.

mi longa

e fu.. una serie di ricorrenze, da fabbrica europa alla cite, a determinare tale fracasso di intenzioni. Lois capitola, fa testamento e si abbandona al tango.

inclinare il proprio busto verso vite poetiche.

domenica, giugno 10

Frasi su un libro pop che mi colpiscono come una cartolina inattesa:
Se ci sei e scegli di restare, allora ricorda le cose che non sai, tienile strette, non farle scappare, ché il giorno verrà per poterle sapere.
Se ci sei e sai come amare, allora ricorda le cose che dai, tienile altrove, non farle tornare, ché il giorno verrà per poterle riavere.
Se ci sei e pensi di partire, allora ricorda le cose che vuoi, tienile calde, non farle tacere, ché il giorno verrà per poterle meritare.
Essere pazienti, va bene. Ottimismo, ce l'ho. Ma io al futuro non credo mai.
E un'altra cosa: dopo giornate concettuali, di ascolto, di borse spolverate, di discussioni (per dirne una non accetto i soldi come motivazione superiore alle relazioni, economia di mercato VS economia del dono. per dirne un'altra trovo antiquata l'idea di museo come luogo sacro e inaccessibile al godimento del cazzeggio), ho il dubbio cane di non avere la stoffa per essere beatamente pop. 'orco cane.

martedì, giugno 5

Ammu pusato chitarra e tammure
pecche' sta musica s'adda cagna'
simmo briganti e facimmo paure
e cu' 'a scuppetta vulimmo canta'

E mo'cantammo 'na nova canzona
tutta la gente se l'adda 'mpara'
nuie cumbattimmo p' 'o rre burbone
e 'a terra nosta nun s'adda tucca'

Chi ha visto 'o lupo e s'e' miso paure
nun sape buono qual e' 'a verita'
'o vero lupo ca magna e criature
e' 'o piemuntese c'avimm' a caccia'

Tutte 'e paise d' 'a Basilicata
se so' scetate e vonno lutta'
pure 'a Calabria s'e' arrevotata
e stu nemico facimmo tremma'

[audio] Femmene belle ca date lu core
si lu brigante vulite aiuta'
nun lo cercate, scurdateve 'o nomme
chi ce fa guerra nun tene pieta'

Ommo se nasce, brigante se more
e fino all'urdemo avimm' a spara'
ma si murimmo menate nu sciore
e 'na preghiera pe sta liberta'

Mi alzo da letto perchè se c'è questa canzone in piazza, potrebbe esserci sara. invece mi affaccio e non c'è. saperla nella trappola delle sue ansie, lei che si merita di tutto e subito. mi manca la sua luce. vorrei poter fare. eh oh ahahahaha per te meraviglia di donna. mia preghiera per la libertà. che la tua torni a spasso a baciare i cani e ridere forte di storie stonze.

sabato, giugno 2

me te o

me: non sto a dirtelo
che al cinghiale
ci pensa nonna
delegare è il segreto della serentià
come le piadine.. se le trovi!
baci caro consolatore di fanciulle temporeggiatore
stefano: BACI AMANTE DELLA CACCIA AL TESORO CON PèIADINA INCLUSA NEL PREMIO
me: yeahhhhhhhh
stefano: EURKA
?
me: salame
stefano: EUREKA
me: un altro segreto della serenità
stefano: SPETTACOLO
me: è l'ALTERNATIVA
stefano: O LA FLESSIBILTà
L'ALTERNATIVA C'è SEMPRE BISOGNA SAPERLA VEDERE E APPREZZARE
me: ecco
gnam gnam salame
ciao
e scendi a montevarchiii
baci
stefano: BACI GRANDI BELLA

mercoledì, maggio 30

T

quando studio abbestia produco teorie continue e non attinenti.

1. teoria del giacimento frammentato.
reperire una preziosa pepita d'oro in qualcuno genera ostinazione verso quella persona-miniera, anche quando non si hanno segni evidenti che abbia altri tesori nascosti. è sensibilmente più probabile che le perle siano disseminate dentro varie altre persone, disperse nel giacimento frammentato dell'umanità.

2. teoria della sequenza scomposta.
per comprendere alcuni fenomeni non esiste solo l'analisi lineare nel tempo. ad esempio una fine può essere sperimentata prima della fase di noia intermedia, per neutralizzarne la paura. staccare gli episodi dalla logica causa-effetto e dar loro un ruolo indipendente dall'ordine di apparizione può svelare la banalità di una sequenza scomposta e irregolare.

lunedì, maggio 28

"c'è sempre una speranza per due tette come le tue"

gongolo
;]
YEAH

venerdì, maggio 25

Galatrona

stamani ho solo pensieri seri ed i pensieri seri poi ho voglia di cancellarli, non li scrivo? sto vibrando da una settimana e questo tentennare non voglio sia fuori dai ricordi. allora prendo nota di un pianto scoppiato caldo in un giardino di campagna, esperienza di gatti, camion della frutta, capperi, superfici di pietra, dipingere, annaffiare. ho scoperto così che mamma, quando ero piccolissima, è stata per mesi con me, senza lavorare, in quella campagna. vorrei farci l'amore in quell'erba, con bella urgenza, per farle sapere chi sono oggi e quanto mi merito ancora. e poi in questi giorni i miei vecchi, la croma che mi accompagna con nonno alla stazione, docile, e subito dopo va a rottamarsi. l'adorazione fedele di nonna che si stupisce sempre per i colori dei miei capelli, come se fossero meriti o buone notizie. babbo cambia lavoro dopo 30 anni e ne è così felice da giocare un risiko imprudente. la febbre alta di zia che la rende socievole con gli estranei, se fosse giovane bisognerebbe sorvegliarla o mandarla dalle suore. nonna invece finalmente mi chiama tesoro e stavolta mi sento un tesoro davvero, con la mia incapacità per la superficialità ed i massaggi. anche qualche anno fa glieli facevo, mani sulla pelle, e li avevo scordati. trovo conferma che i ricordi sono talmente parziali da non essere proprio reali. reali sono le sensazioni che tirano su, le quali affondano radici o tagliano. ogni storia che c'è capitata andrebbe raccontata non più di una volta, ad una persona, e poi lasciata tornare via. tanti pensieri sono proiezioni e le proiezioni non sono gesti d'amore. sono veli che si possono lasciare oppure sollevare. chissà se c'è qualcosa in fondo, oltre i chili di veli che mi dici di levare, animo scettico.

lunedì, maggio 21

il bagno dello Slurp ricorda una novella che ho letto. il protagonista era assalito dalla paura di scordare i nomi degli oggetti e appiccicava dei cartelli per precauzione. per esempio sulla lavatrice poteva metterne uno con scritto LAVATRICE, sul letto LETTO, aggiungendo brevi istruzioni: DISTENDERSI E CHIUDERE GLI OCCHI QUANDO SI VUOLE DORMIRE. preso dal'ansia di appuntare tutto entrava nel delirio, avrebbe potuto dimenticare anche cosa significava DORMIRE e così via. (forse era Rodari).
in questo gioco di rimbalzi tra le lettere e le idee, mi trovo a fare la pipì e accanto al cesso c'è un interruttore con scritto LUCE a pennarello, stampatello, nero. estremamente divertente. eppure manca anche qualcosa, cioè le istruzioni per il buio. oggettivamente entrando in quel bagno, se non ci fosse già il neon acceso, col cavolo che sarebbe possibile vedere la scritta. l'interruttore in quella posizione lontana dalla porta può essere usato per spegnere più che per accendere, e quindi per portare BUIO, non LUCE. povero il mio omino della novella se capita allo Slurp in amnesia completa. non filosofeggiamo sul perchè uno al gabinetto vorrebbe poter essere al buio, tanto l'ho provato e quell'interruttore non funziona più.

domenica, maggio 20

















settimana di posizionamento.
ripulire l'aura dalle immagini false di me.
ruota di un chakra al giorno.

colori mantra

martedì, maggio 15

e capì che era decisamente il momento di cambiare giocattoli.

lunedì, maggio 14

se fossi un ragnetto rosso la gravità non mi tirerebbe giù dalle pareti e camminare in piano o in verticale sarebbe lo stesso. non farei quindi tutta questa fatica nell'arrampicarmi per scalare i fossati e le pietre del tuo castello. arriverei da te senza battiti impazziti al cuore. e senza gravità non penserei nemmeno un secondo di lasciarmi cadere da lassù dopo averti trovato con un'altra dama nel cuore e nel baldacchino del tuo letto. se fossi un ragnetto rosso non proverei vertigine e l'abisso non mi ipnotizzerebbe, sarei funzionale agli istinti e sti cazzi alla gravità della situazione. ma io che ragnetto non sono mi tengo gli affanni e le immagini improvvise del tuo profilo negli occhi. mi tengo il mondo in cui verticale o orizzontale fa differenza, non è possibile srotolare gli ostacoli e raggiungere tutto. mi tengo le crisi d'ansia. qui si suda ma si ride anche di gusto. i ragnetti io non li ho visti ridere mai.

sabato, maggio 12

spuntano palloncini sulle mie bici appena mi sveglio. qualcuno ama.







proposito dell'aquilone: non affidarsi ad altro che al vento. non opporre resistenza alle scosse e nemmeno al rum e pera. tirare ma non strappare per forza il filo. fregarsene della mano a cui stai appeso. volare, colorare. sibilare.
e se volessi dei figli a cui darmi per la complicità che mia madre non ha avuto con me?
o dio mio che sono un vuoto frutto psicologico.. la mia fame di complicità.. lo scopo della vita..

respiriamoci su.. voler bene a tutto quello che mi appartiene. voler bene a tutto quello che mi appartiene. seghe mentali del venerdì incluse.

zia non s'è sposata e vive sola ma ripete da anni questa storia di mettere amore nei gesti. zia carismatica oggi vecchia 80 anni. ieri madre di un bimbo morto. ieri emigrata in svizzera. ieri tornata in italia e menomale. zia zitella, zita di nessuno. mi accorgo solo adesso quanto sia della mia stoffa. più delle donne-matrimonio?

alt. sono solo esempi ugualmente validi che ho. mia madre non ha avuto complicità con me. ok. forse era vero, sono nata troppo presto. non troppo presto per essere amata, quello no. troppo presto per essere vissuta come alleata. presto per venire a svegliare me di notte se scopriva che era iniziato a nevicare. chissà chi corre a svegliare. babbo? nessuno?
mamma non complice, ok. stop. punto e a capo. continuo ad avere un feeling incredibile con i bambini. continuo a voler essere una persona che si migliora per darsi perchè questo mi piace. dormire!

lunedì, maggio 7

e uno.

mentre studio sulle scale della chiesa, sulla linea tra il sole e l'ombra, lui arriva. per sedersi sceglie l'ombra. è il signore con i capelli bianchi che gira in piazza con lo zaino. ha la pelle arrossata e un atteggiamento contemplativo. assorbe gli sfoghi degli altri personaggi come un confessionale muto. io me ne sto con le mie pagine da sottolineare accanto a lui e mi sento sorretta. come se un vecchio saggio fosse apparso per me e mi abbracciasse le incertezze dei progetti in fieri.
- punti di riferimento trovasi -
Mentre cucino trovo uno spaghetto eccezionale con la punta ricurva e ci vedo il bastone su cui un vecchio si appoggia. Così sottile. Ho la conferma, è giunta in me la lucidità di riflettere sui punti di riferimento per il mio percorso attuale.


APPOGGIARE = Accostare una cosa all'altra per lo ritto, alquanto a pendìo, acciocchè l'una sia sostenuta dall'altra. Dicesi metaforicamente per fondarsi, far assegnamento.

Nulla di estraneo alle tendenze di abbandono. Stare senza equilibrio, sbilanciata in avanti, forse è necessario per incontrare un sostegno.

sabato, maggio 5

incredibile che nessuno abbia avuto il buonsenso di pensarci. alla feltrinelli manca una sezione libri banali. non libri brutti ma assolutamente non impegnativi, possibilmente di sesso e relazioni. non capisco perchè devo avventurarmi da sola negli scaffali ordinati per autore. puntualmente non trovo banali evidenti e me ne esco a mani vuote con una crescente frustazione. anche questa settimana vedrò dei film prima di addormentarmi. non è del tutto indipendente dalla situazione che descrivo il fatto che io stia trasformando la mia aspirazione a diventare scrittrice di romanzi in quella di scrivere per immagini. comincio a sperarmi regista peraltro non possedendo nessuna delle adeguate competenze. ne verrà ulteriore frustazione. e basterebbe una sezione banali a evitare tale dispersione di azione.

mercoledì, maggio 2




Tu ti lamenti, ma che ti lamenti? Pigghia nu bastune e tira fora li renti

Tu ti lamenti, ma che ti lamenti? Pigghia nu bastune e tira fora li renti
Tu ti lamenti, ma che ti lamenti? Pigghia nu bastune e tira fora li renti
Tu ti lamenti, ma che ti lamenti? Pigghia nu bastune e tira fora li renti

ABBANDONO

malattia necessaria. mi lascio conquistare dall'abbandono.
abbandono di freni di controllo per conservare solo inutilità.
abbandono del bikini per avere il vento ovunque.
abbandono alla vertigine del mare nero di notte.
abbandono alla pipì dove ti scappa il desiderio di marcare i transiti.
abbandono agli odori e alle corse sgraziate tra le piante.
abbandono alla febbre da insolazione.
abbandono alle lacrime quando vuoi proteggere un babbo che guida solo.
abban-dono di vita instabile.
e chi ti abbandona se per prima ti perdi?

giovedì, aprile 26

svegliarsi presto, svegliarsi da soli. ieri ho bevuto così tanto che era troppo. ho girato in piazza e sarei potuta salire con qualcuno. ero senza pretese, bastava fosse solare e intraprendente e non in soggezione come al solito. e invece nessuno, mi sono arrampicata sul soppalco da sola. mi sono ricordata di infilarmi un vestitino leggero, ho perso le mutande sotto il piumone.
alle 7 il camion che puliva la piazza mi ha svegliato. conservo dal sonno una sensazione intensa circa la fotografia e le rose, non ricordo meglio. una sensazione rossa. poi lotto con due zanzare, poi mi sento grata a me stessa perchè io amo svegliarmi da sola. e svegliarmi presto a volte non mi spaventa. presto c'è quella luce pulita che si sta scaldando, e anche io sono tanto pulita che spesso mi sembra troppo.
stamani ho letto un po', poi ho sentito che mi dovevo alzare. non ho nemmeno provato a ridormire. il pulcino un bel giorno esce dal guscio. sia da un guscio pulito che da uno merdoso. quello non conta davvero nulla. conta un culo di gallina e mettersi a covare.

mercoledì, aprile 25

lunedì, aprile 23

un uomo in bici.
una nonna che non guarda chi sono ma mi batte con affetto una mano.
un uomo di ottimo odore.
una nonna brusca e distratta.
un uomo che mi fa aspettare e stupire.
una nonna a cui chiedono di ricordare i nomi.

un uomo con cui salire le scale.
una nonna che non diventa felice se parlo di uomini.
un uomo che mi scalda le gambe.
una nonna che dopo anni riesco ad abbracciare.
un uomo che mi dice di trovarne un altro mentre mi trova la pelle.
una nonna agitata dentro parole a caso.
un uomo senza rete di sicurezza.
una nonna con lo scheletro identico al mio.
un uomo migliore di mille altri.
una nonna che mi chiede che tu ridi te?
un uomo che sa.
una nonna bambina.

mercoledì, aprile 18







ci vai da te